icone mese - Copia - Chiesa a Villa Borghese Roma

IMMACOLATA
a villa borghese
Chiesa di
Santa Maria
Immacolata
Rettoria a villa borghese
a Villa Borghese
Immacolata
SANTA MARIA
Santa Maria
Rettoria
RETTORIA
a Villa Borghese
a VILLA BORGHESE
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FESTA DELL'ASSUNTA

La festa che noi chiamiamo dell’Assunzione è detta nella liturgia bizantina “Festa della Dormizione”, ed è la festa mariana più importante, attestata prima del VI secolo. La tradizione di questa festa ci riporta agli apocrifi che narrano la vita di Maria dopo l’Ascensione, la sua morte (dormitio, l’addormentarsi, il chiudere gli occhi alla vita). La Dormizione è narrata in diversi testi apocrifi, che sostanzialmente narrano la stessa vicenda (le nostre citazioni sono dal “Discorso di Giovanni il Teologo”): a Maria, che ogni venerdì si recava sul luogo del sepolcro di Gesù, un angelo annunziò che avrebbe “deposto il corpo” di lì a tre giorni, e le consegnò una palma, segno di luminosa gloria.

Maria dunque si dispose al transito, chiamò intorno a sé famigliari ed amici, ed ecco arrivare su nubi gli apostoli, miracolosamente trasportati dai luoghi dove stavano compiendo la loro missione. Giunse per primo Giovanni, cui era stata affidata, poi Pietro, Paolo appena convertito, Andrea fratello di Pietro, e tutti gli altri.
Dopo tre giorni di veglia in preghiera, all’alba del terzo giorno, Maria uscì dalla casa, recitò una speciale preghiera, che l’angelo le aveva dato, poi rientrò, si distese sul letto e “portò a compimento la sua economia. Pietro si sedette presso il capo di Lei, Giovanni ai piedi e gli altri in circolo attorno al suo capezzale
”.
Il Signore l’abbracciò, presa la sua anima santa", l’avvolse in vesti gloriose , e la consegnò a Michele , e raccomandò agli apostoli di custodire il corpo e di deporlo in una tomba fuori dalla città, poi salì al cielo. Allora Pietro, Giovanni e le tre vergini svegliarono gli altri apostoli, poi composero il corpo della Madre di Dio sul suo letto, vi posero la palma della gloria, e lo trasportarono fuori dalla città. Poi deposero il corpo di Maria nella tomba, e si disposero all’attesa di tre giorni, secondo gli ordini di Gesù. Dopo venne Gesù con Michele e Gabriele e schiere di angeli, e il corpo di Maria fu trasportato in Paradiso e la Sua anima vi rientrò, tra un tripudio di canti.
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La memoria dei Santi Angeli, oggi espressamente citati nel “Martirologio Romano” della Chiesa Cattolica, come Angeli Custodi, si celebra dal 1670 il 2 ottobre, data fissata da papa Clemente X (1670-1676); la Chiesa Ortodossa li celebra l’ 11 gennaio. Ma chi sono gli Angeli e che rapporto hanno nella storia del genere umano? Prima di tutto l’ esistenza degli Angeli è un dogma di fede, definito più volte dalla Chiesa (Simbolo Niceno, Simbolo Costantinopolitano, IV Concilio Lateranense (1215), Concilio Vaticano I (1869-70)). Tutto ciò che riguarda gli Angeli, ha costituito una scienza propria detta “angelologia”; e tutti i Padri della Chiesa e i teologi, hanno nelle loro argomentazioni, espresso ed elaborato varie interpretazioni e concetti, riguardanti la loro esistenza, creazione, spiritualità, intelligenza, volontà, compiti, elevazione e caduta.
Cosa dice la Bibbia sugli angeli?
Specifici episodi del Vecchio e Nuovo Testamento, indicano la presenza degli Angeli: la lotta con l’ angelo di Giacobbe (Genesi 32, 25-29); la scala percorsa dagli angeli, sognata da Giacobbe (Genesi, 28, 12); i tre angeli ospiti di Abramo (Genesi, 18); l’ intervento dell’ angelo che ferma la mano di Abramo che sta per sacrificare Isacco; l’ angelo che porta il cibo al profeta Elia nel deserto. L’ annuncio ai pastori della nascita di Cristo; l’ angelo che compare in sogno a Giuseppe, suggerendogli di fuggire con Maria e il Bambino; gli angeli che adorano e servono Gesù dopo le tentazioni nel deserto; l’ angelo che annunciò alla Maddalena e alle altre donne, la resurrezione di Cristo; la liberazione di s. Pietro, dal carcere e dalle catene a Roma; senza dimenticare la cosmica e celeste simbologia angelica dell’ Apocalisse di s. Giovanni Evangelista.
Qual è il fondamento evangelico della figura dell'angelo custode?
L'Angelo Custode indica l’ esistenza di un angelo per ogni uomo, che lo guida, lo protegge, dalla nascita fino alla morte, è citata nel Libro di Giobbe, ma anche dallo stesso Gesù, nel Vangelo di Matteo, quando indicante dei fanciulli dice: “Guardatevi dal disprezzare uno solo di questi piccoli, perché vi dico che i loro angeli nel cielo vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli”. La Sacra Scrittura parla di altri compiti esercitati dagli angeli, come quello di offrire a Dio le nostre preghiere e sacrifici, oltre quello di accompagnare l’ uomo nella via del bene.
Cos'è l'esercito celeste e come è composto?
La figura dell’ Angelo come simbolo delle gerarchie celesti, in genere appare fin dai primi tempi del cristianesimo, collocandosi in prosecuzione della tradizione ebraica e come trasformazione dei tipi precristiani delle Vittorie e dei Geni alati, che avevano anche la funzione mediatrice, tra le supreme divinità e il mondo terrestre. Attraverso l’ insegnamento del “De celesti hierarchia” dello pseudo Dionigi l’ Areopagita, essi sono distribuiti in tre gerarchie, ognuna delle quali si divide in tre cori. La prima gerarchia comprende i serafini, i cherubini e i troni; la seconda le dominazioni, le virtù, le potestà; la terza i principati, gli arcangeli e gli angeli. I cori si distinguono fra loro per compiti, colori, ali e altri segni identificativi, sempre secondo lo pseudo Areopagita, i più vicini a Dio sono i serafini, di colore rosso, segno di amore ardente, con tre paia di ali; poi vengono i cherubini con sei ali cosparse di occhi come quelle del pavone; le potestà hanno due ali dai colori dell’ arcobaleno; i principati sono angeli armati rivolti verso Dio e così via. Più distinti per la loro specifica citazione nella Bibbia, sono gli Arcangeli, i celesti messaggeri, presenti nei momenti più importanti della Storia della Salvezza; Michele presente sin dai primordi a capo dell’ esercito del cielo contro gli angeli ribelli, apparve anche a papa s. Gregorio Magno sul Castel S. Angelo a Roma, lasciò il segno della sua presenza nel Santuario di Monte S. Angelo nel Gargano; Gabriele il messaggero di Dio, apparve al profeta Daniele; a Zaccaria annunciante la nascita di s. Giovanni Battista, ma soprattutto portò l’ annuncio della nascita di Cristo alla Vergine Maria; Raffaele è citato nel Libro di Tobia, fu guida e salvatore dai pericoli del giovane Tobia, poi non citato nella Bibbia, c’ è Uriele, nominato due volte nel quarto libro apocrifo di Ezra, il suo nome ricorre con frequenza nelle liturgie orientali, s. Ambrogio lo poneva fra gli arcangeli, accompagnò il piccolo s. Giovanni Battista nel deserto, portò l’ alchimia sulla terra.
Lucifero era un angelo?
Sì. Il Concilio Lateranense IV, definì come verità di fede che molti Angeli, abusando della propria libertà caddero in peccato e diventarono cattivi. San Tommaso affermò che l’ Angelo poté commettere solo un peccato d’ orgoglio, lo spirito celeste deviò dall’ ordine stabilito da Dio e non accettandolo, non riconobbe al disopra della sua perfezione, la supremazia divina, quindi peccato d’ orgoglio cui conseguì immediatamente un peccato di disobbedienza e d’ invidia per l’ eccellenza altrui. Altri peccati non poté commetterli, perché essi suppongono le passioni della carne, ad esempio l’ odio, la disperazione. Ancora s. Tommaso d’ Aquino specifica, che il peccato dell’ Angelo è consistito nel volersi rendere simile a Dio. La tradizione cristiana ha dato il nome di
Lucifero
al più bello e splendente degli angeli e loro capo,
ribellatosi a Dio e precipitato dal cielo nell’ inferno
; l’ orgoglio di Lucifero per la propria bellezza e potenza, lo portò al grande atto di superbia con il quale si oppose a Dio, traendo dalla sua parte un certo numero di angeli. Contro di lui si schierarono altri angeli dell’ esercito celeste capeggiati da Michele, ingaggiando una grande e primordiale lotta nella quale Lucifero con tutti i suoi, soccombette e fu precipitato dal cielo; egli divenne capo dei demoni o diavoli nell’ inferno e simbolo della più sfrenata superbia. Il nome Lucifero e la sua identificazione con il capo ribelle degli angeli, derivò da un testo del profeta Isaia (14, 12-15) in cui una satira sulla caduta di un tiranno babilonese, venne interpretata da molti scrittori ecclesiastici e dallo stesso Dante (
Inferno XXIV
), come la descrizione in forma poetica della ribellione celeste e della caduta del capo degli angeli. “Come sei caduto dal cielo, astro del mattino, figlio dell’ aurora! Come sei stato precipitato a terra, tu che aggredivi tutte le nazioni! Eppure tu pensavi in cuor tuo: Salirò in cielo, al di sopra delle stelle di Dio innalzerò il mio trono… salirò sulle nubi più alte, sarò simile all’ Altissimo. E invece sei stato precipitato nell’ abisso, nel fondo del baratro!”
Cosa fanno gli angeli?
La Sacra Scrittura suggerisce più volte che gli Angeli godono della visione del volto di Dio, perché la felicità alla quale furono destinati gli spiriti celesti, sorpassa le esigenze della natura ed è soprannaturale. E nel Nuovo Testamento frequentemente viene stabilito un paragone fra uomini, santi e angeli, come se la meta cui sono destinati i primi, altro non sia che una partecipazione al fine già conseguito dagli angeli buoni, i quali vengono indicati come ‘santi’ , ‘figli di Dio’ , ‘angeli di luce’ e che sono ‘innanzi a Dio’ , ‘al cospetto di Dio o del suo trono’ ; tutte espressioni che indicano il loro stato di beatitudine; essi furono santificati nell’ istante stesso della loro creazione.
Quali sono gli attributi degli angeli?
Intelligenza e volontà. L’ Angelo in quanto essere spirituale non può essere sprovvisto di queste due facoltà; anzi in lui debbono essere molto più potenti, in quanto egli è puro di spirito; sulla prontezza e infallibilità dell’ intelligenza angelica, come pure sull’ energia, la tenace volontà, la libertà superiore, il grande Dottore Angelico, s. Tommaso d’ Aquino, ha scritto ampiamente nella sua “Summa Theologica”, alla quale si rimanda per un approfondimento.

Sulle pendici del Monte degli Ulivi, presso il Getzemani, da dove si credeva che la Vergine fosse stata accolta in cielo, fu edificata una chiesa presso la quale, secondo la testimonianza di Antonio di Piacenza, nel 570 si celebrava una festa nella Chiesa costruita nel Getzemani sul luogo da dove, si credeva, la Vergine fosse passata alla gloria celeste.
L’Imperatore Maurizio, tra il 582 e il 602, estese la festa a tutto l’impero.
LA DEVOZIONE DI FRANCESCO DI ASSISI AGLI ANGELI.
COSA FACEVA PER AMORE Dl SAN MICHELE.
785   197. Venerava col più grande affetto gli angeli, che sono con noi sul campo di battaglia e con noi camminano in mezzo all’ombra della morte. Dobbiamo venerare, diceva questi compagni che ci seguono ovunque e allo stesso modo invocarli come custodi. Insegnava che non si deve offendere il loro sguardo, né osare alla loro presenza ciò che non si farebbe davanti agli uomini. E proprio perché in coro si salmeggia davanti agli angeli, voleva che tutti quelli che potevano si radunassero nell’oratorio e lì salmeggiassero con devozione.
Ripeteva spesso che si deve onorare in modo più solenne il beato Michele, perché ha il compito di presentare le anime a Dio. Perciò ad onore di san Michele, tra la festa dell’Assunzione e la sua, digiunava con la massima devozione per quaranta giorni. E diceva: «Ciascuno ad onore di così glorioso principe dovrebbe offrire a Dio un omaggio di lode o qualche altro dono particolare».
Fonti Francescane CAPITOLO CXLIX  Vita seconda. Tommaso da Celano
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