LITURGIA - Chiesa a Villa Borghese Roma

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IMMACOLATA
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Chiesa di
Santa Maria
Immacolata
Rettoria a villa borghese
a Villa Borghese
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SANTA MARIA
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RETTORIA
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LITURGIA * LITURGIA DELLE "ORE" * I PADRI DELLA CHIESA *LE ICONE DEL MESE

liturgia
"l'anno liturgico è composto dal ciclo delle stagioni liturgiche, le quali determinano le feste da osservare, le celebrazioni dei Santi, e i passi delle Sacre scritture da leggersi nelle celebrazioni."
L'anno liturgico è la celebrazione della vita di Gesù distribuita nell'arco di un intero anno.

Si inizia con il
tempo di Avvento
che comincia verso la fine di novembre e dura quattro settimane durante le quali si rimane in attesa della nascita di Gesù.
La festa del Natale risale alla prima metà del IV secolo, ma solo nel VI secolo è stato creato un tempo di preparazione, di riflessione e di penitenza.
Infatti, l’Avvento, come dice il nome, è un tempo di attesa della venuta del Signore. La prima parte è orientata all’annunciazione, la seconda è concentrata sulla nascita del figlio di Dio. Tempo di attesa e di speranza ma anche di ascolto e riflessione sul regno di giustizia e pace inaugurato dalla venuta del Messia.
In questo contesto avviene la solennità dell’Immacolata Concezione, a Lei è dedicata la nostra chiesa, che sottolinea come l’opera del Salvatore inizia santificando la Madre fin dal suo concepimento.
Il colore che contraddistingue il periodo dell'Avvento è il viola.


La Liturgia delle Ore nasce dall’esortazione di Gesù a pregare sempre,
La Liturgia delle Ore sancisce un momento di dialogo fra Dio e gli uomini.
La Liturgia delle Ore si compone fondamentalmente della lettura della Parola di Dio e di Salmi diversi a seconda dei giorni e dell’orario.

Tutte queste preghiere comuni, suddivise nell’arco della stessa giornata, furono ordinate e andarono a formare la Liturgia delle Ore o Ufficio divino, una preghiera di lode e supplica della Chiesa con Cristo e a Cristo, arricchita di letture bibliche, cantici e inni.
La riforma di San Benedetto decretò la regola da applicare a questa consuetudine, stabilendo le diverse ore della giornata in cui i monaci dovevano ritrovarsi a pregare insieme, e le modalità.
L’usanza della Liturgia delle Ore si diffuse rapidamente anche al di fuori dei monasteri.
il Concilio Vaticano II ha decretato che, mentre i presbiteri e i vescovi devono praticare la celebrazione della Liturgia delle Ore nella sua forma integrale e i vescovi e i diaconi devono recitare le tre Ore maggiori, anche i fedeli sono tenuti a celebrare ogni giorno almeno le Ore canoniche, ovvero le Lodi mattutine all’inizio della giornata e i Vespri al tramonto.

COMMENTO DEI PADRI DELLA CHIESA
dalle Omelie di san Gregorio di nissa, vescovo
(Om. 6, sulle beatitudini; PG 44, 1270-1271)
Dio può essere trovato nel cuore dell'uomo
   Nella vita dell'uomo la salute del corpo rappresenta un bene, ma la felicità non consiste nel conoscere la ragione della salute, bensì nel vivere in salute. Se uno dopo aver celebrato le lodi della salute, prende cibi che gli causano malattie, che cosa gli possono giovare le lodi della salute ?
Allo stesso modo dobbiamo intendere il presente discorso, quando il Signore dice che la felicità non consiste nel conoscere qualche verità su Dio, ma nell'avere Dio in se stessi: «Beati», infatti, «i puri di cuore, perché vedranno Dio» (Mt 5, 8). Mi pare proprio che Dio voglia mostrarsi a faccia a faccia a colui che ha l'occhio dell'anima ben purificato, ma secondo quanto dice Cristo: Il regno di Dio è dentro di voi (cfr. Lc 17, 21). Chi ha purificato il suo cuore può contemplare l'immagine della divina natura nella bellezza della sua stessa anima.

   Se dunque laverai le brutture che hanno coperto il tuo cuore, risplenderà in te la divina bellezza. Come il ferro, liberato dalla ruggine, splende al sole, così anche l'uomo interiore, quando avrà rimosso da sé la ruggine del male, ricupererà la somiglianza con la forma originale e primitiva e sarà buono.
   
Quindi chi vede se stesso, contempla ciò che desidera in se stesso. In tal modo diviene beato chi ha il cuore puro, perché mentre guarda la sua purità, scorge, attraverso questa immagine, la sua prima e principale forma. Coloro che vedono il sole in uno specchio, benché non fissino i loro occhi in cielo, vedono il sole non meno bene di quelli che guardano direttamente l'astro luminoso.
Così anche voi, benché le vostre forze non siano sufficienti per scorgere e contemplare la luce inaccessibile, se ritornerete alla grazia originaria troverete in voi ciò che cercate. La divinità infatti è purezza, è assenza di vizi e di passioni, è lontananza da ogni male. Se dunque queste realtà sono in te, Dio è senz'altro in te. Quando pertanto la tua anima sarà pura da ogni sorta di vizi, libera da passioni e difetti e lontana da ogni inquinamento, allora sei felice per l'acutezza e la limpidezza della vista, perché ciò che sfuggirà allo sguardo di coloro che non si sono purificati, tu invece, purificato, lo scorgerai. Tolta dagli occhi spirituali l'oscurità materiale, avrai la beata visione nella pura serenità del cuore.
 E questo sublime spettacolo in che cosa consiste? Nella santità, nella purezza, nella semplicità, e in tutti i luminosi splendori della natura divina per mezzo dei quali si vede Dio.

SETTEMBRE
ICONA DEL MESE


FESTA DELL'ARCANGELO
MICHELE
GLI ANGELI
 La nascita dei culti angelici e di quello micaelico in particolare e' antichissima.
 Nel mondo pagano il termine angelo non aveva il significato che noi oggi gli attribuiamo: Omero definisce Hermes “angelos” degli dei, conferendo al termine il significato di messaggero.
 Filone d'Alessandria, nel I secolo a.C., identificò la natura degli angeli come esseri superiori.
 Con Filone gli angeli perdono la funzione di messaggeri e diventano portatori di rivelazione per gli uomini, presiedono alla creazione, proteggono il genere umano e accompagnano le anime in cielo.
 Nel Vecchio Testamento gli angeli sono individuati con il termine di messaggero, caratterizzati spesso con un atteggiamento guerriero e costituiscono l'esercito di Jahve. Non sappiamo da dove il mondo giudaico abbia ereditato la figura dell'angelo. Il Talmud trasmette che i nomi degli angeli vennero ad Israele da coloro che tornarono dalla cattività di Babilonia.
 La devozione agli angeli pertanto combina tutto un insieme di credenze bibliche, giudaiche, gnostiche e pagane.
 
 
MICHELE
La figura di Michele si distacca ben presto dall'indistinta moltitudine angelica. Nelle sacre scritture l'Arcangelo Michele è il grido di guerra in difesa dei diritti di Dio e viene menzionato diverse volte.
In Daniele (10,21) Michael è uno dei capi supremi che viene in aiuto del profeta, In Daniele (12,1) lotta in difesa dei giudei perseguitati da Antiochio IV. Nell'Apocalisse (12,7-9) Michele e i suoi angeli combattono contro il drago e gli angeli ribelli.
Nell'Epistola di Giuda è definito, per la prima volta, "Arcangelo" e lotta contro il diavolo per difendere il corpo di Mose.
San Paolo (I Thess 4, 16) dice: "il Signore al segnale dato dalla voce dell’Arcangelo scenderà dal cielo".
In Giovanni (5,4), Michele ha funzione di taumaturgo e guarisce gli infermi per mezzo dell'acqua.
In altre parti delle Sacre Scritture è denominato principe, capo degli angeli, anche se bisogna considerare che nei Vangeli apocrifi tali appellativi sono rivolti anche a Gabriele ed Uriele.
Nei manoscritti di Qumran compare nelle vesti di capo dell'esercito celeste che, insieme agli angeli fedeli, dirige la grande battaglia contro il male e porta al definitivo trionfo dei giusti sui peccatori.
 

IL CULTO
 
Il culto di San Michele sembrerebbe si sia diffuso inizialmente in Asia minore. Una antichissima leggenda greca, pervenuta in tre redazioni ed attribuita al VI-VII secolo, narra che a Chonae, nel luogo dove era venerato l'Arcangelo, gli apostoli Giovanni e Filippo fanno scaturire un'acqua miracolosa. Gli abitanti del luogo, in parte ancora pagani, saputo del miracolo deviano due fiumi per distruggere l'oratorio e la fonte ma l'Arcangelo crea una voragine che inghiottisce i due fiumi e trasforma i pagani in statue. Il santuario diviene meta di pellegrinaggi sin dal IV secolo.
 Grande impulso al culto di San Michele viene dal concilio di Nicea del 787, dove si stabilisce che si potevano fabbricare le immagini degli Angeli, creature al servizio di Dio che ogni tanto appaiono all'uomo.
 Nel 873-74 il patriarca Ignazio costruisce sulla riva asiatica della Propontide il monastero di Satyros dedicandovi una chiesa a San Michele.
 A partire dal IX secolo aumenta la frequenza del nome Michele nell'onomastica bizantina, mentre si e notata la quasi totale assenza del nome nei secoli precedenti.
 
In Occidente il culto di San Michele si diffonde inizialmente, per l'influenza della cultura bizantina.
 Nel V secolo nasce in Puglia, a Monte Sant'Angelo, il luogo più sacro dedicato all'Arcangelo Michele.  
 La tradizione narra che il pastore Gargano, inseguendo un toro della sua mandria che si era rifugiato in una grotta, gli scoccò una freccia che, miracolosamente, torno indietro ferendolo.
 ll vescovo di Siponto venuto a conoscenza dell'accaduto ordinò tre giorni di digiuno e preghiere, trascorsi i quali San Michele gli apparve in sogno rivelandogli che aveva eletto la grotta a suo santuario.
 
Nel territorio garganico, quindi, si allarga la venerazione per San Michele.
 Di qui il culto si propaga nel resto della penisola, sia nelle zone dipendenti da Bisanzio che nei territori longobardi e nel Nord Italia, dove la figura dell’arcangelo viene raffigurata in veste di guerriero armato di lancia e di spada.
 A tal punto che san Michele si trasforma sempre più come "protettore delle milizie" ed "Arcangelo giustiziere".
 



LE ICONE
 
 
L’Arcangelo Michele, protettore della citta' di Arkangelsk in Russia, ha una lancia-stendardo nella mano destra e dei fiori e foglie della palma da datteri nella sinistra. La lancia stendardo praticamente in verticale simboleggia l'unione del cielo con la Terra; il colore rosso dello stendardo e del mantello ne indicano il carattere guerriero mentre i fiori e le foglie di palma simboleggiano la vittoria sul male.
 












Michele combatte Satana con la lancia, una tromba e i simboli della Chiesa: la bibbia e l'incensiere.
Le sue qualità di guerriero sono evidenti dal cavallo alato di colore rosso  e la tromba che annuncia la vittoria e ergendosi a difesa della chiesa di Cristo contro il male.
 











Un'altra classica rappresentazione di Michele, che nella mano destra tiene la lancia in posizione verticale e nella sinistra un globo crocigero. Esso rappresenta il dominio di Cristo (la croce) sulla Terra (il globo).
 
 
 
 
 
 



 
 
 


 
Michele Guerriero con in mano il calice del Sacro Graal e una pergamena su cui è scritto: "le porte del Paradiso che portano alla vita eterna".
 
Rappresentare la funzione di Michele come custode delle porte del paradiso e in effetti sotto di lui al posto del diavolo vediamo un'anima umana.
 


 
 
 
 

















La raffigurazione di un Michele Arcangelo nella sua funzione più alta
con la bilancia per pesare le anime e decidere se permettere l'accesso al paradiso.
 









Papa Pio XII
il 29 settembre 1949

ha proclamato
San Michele Arcangelo

SANTO PATRONO
della Polizia di Stato




Da http://www.arcangelo-michele.it/SMA_interpret_icon_it.htm
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